HomeDottrinaIl contributo: il merito, centrale per il futuro della Pubblica Amministrazione

Il contributo: il merito, centrale per il futuro della Pubblica Amministrazione

di Pietro Abate, Segretario Generale della Camera di Commercio di Roma

Caro Direttore,

ti ringrazio per aver ospitato sulla nostra rivista — “nostra”, perché la leggo sempre con grande piacere — l’intervento di Andrea Giordano su un tema centrale per il futuro della pubblica amministrazione.

Si tratta di un contributo che offre l’occasione per una riflessione sul rapporto tra principio meritocratico, sistemi di valutazione della performance e qualità dell’azione amministrativa. L’idea che l’Italia possa considerarsi, in senso sostanziale, una Repubblica fondata anche sul merito — pur in assenza di una esplicita enunciazione nella Costituzione della Repubblica Italiana — appare infatti coerente con l’impianto dei principi costituzionali che regolano l’organizzazione della pubblica amministrazione.

Il merito si ricava, del resto, dall’intreccio tra il valore del lavoro, il principio di uguaglianza sostanziale di cui all’art. 3 Cost., l’accesso agli uffici pubblici in condizioni di eguaglianza sancito dall’art. 51 Cost. e, soprattutto, il principio di buon andamento e imparzialità di cui all’art. 97 Cost., di cui il pubblico concorso rappresenta lo strumento attuativo. In tale prospettiva esso non costituisce soltanto un criterio di selezione, ma anche un parametro di legittimazione ed efficienza dell’azione amministrativa.

Il sistema di misurazione e valutazione della performance delineato dal Decreto Legislativo 30 marzo 2001 n. 165 ha inteso tradurre tali principi in assetti organizzativi volti a collegare risultati, responsabilità dirigenziale e trattamento accessorio. L’esperienza applicativa ha tuttavia evidenziato criticità più volte segnalate anche dalla Corte dei conti, con particolare riguardo alla debolezza degli indicatori di performance, alla definizione di obiettivi poco sfidanti e alla conseguente attenuazione della funzione selettiva dei sistemi premiali.

Le recenti direttive della Presidenza del Consiglio dei Ministri, richiamate nell’articolo, si collocano nella prospettiva di un rafforzamento qualitativo del sistema, anche attraverso la valorizzazione della formazione quale leva strategica di sviluppo delle competenze e di miglioramento delle performance amministrative.

Non mancano, del resto, esperienze amministrative nelle quali l’attenzione alla qualità delle competenze, alla formazione e alla valutazione orientata ai risultati costituisce da tempo una direttrice di sviluppo organizzativo. In tale prospettiva può richiamarsi, tra le altre, l’esperienza della Camera di Commercio di Roma, nella quale il nesso tra professionalità, responsabilità e qualità del servizio reso all’utenza rappresenta un obiettivo perseguito con continuità.

In questa cornice, appare condivisibile l’osservazione conclusiva dell’Autore circa la necessità di assicurare l’indipendenza e l’elevata qualificazione dei soggetti chiamati a svolgere la funzione valutativa. Solo in presenza di tali presupposti il percorso di riforma attualmente delineato potrà contribuire a rafforzare il rapporto tra merito, responsabilità amministrativa e fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

Articoli simili

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

News

Commenti